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VOLTERRA 16-18 Novembre NON TROVO L’AMORE

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Tu non lo troverai fino a che non smetterai di guardare fuori da te e capirai che è sempre stato dentro di te.

ImpariAmo a conoscerci,

LasciAmo le nostre inibizioni affidando il corpo e la mente ai suoni ancestrali,

AttiviAmo le emozioni sensoriali per esplorare la sessualità con le meditazioni taniche, la voce, la danza, la cromoterapia nel calidario con acqua salata a 37 gradi.

Mandala 3 Querce Volterra

Toscana

 


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16-18 Novembre Seminario Sensi e Suoni

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La fusione del maschile e femminile attraverso i sensi

 

Venerdì 16 novembre

Ore 15.30 Presentazione, laboratorio lettura del corpo, movimenti dell’amore con metodo Feldenkrais.

Ore 19.30 Cena

Ore 21.30 Contact improvisation con la magia della scelta.

Sabato 17 novembre

Ore 9.30 LiberiAmo corpo e mente dai lacci che ci impediscono di godere

Ore 12.30 Pranzo

Ore 14.30 EsaltiAmo i sensi nel calidarium, acqua marina a temperatura corporea

Ore 21.30 Il corpo e il piacere GiochiAmo con i sensi

Domenica 18 novembre

Ore 10.00 Giochi di ruolo

Ore 12.30 Pranzo

Ore 14.00 Bagno di suoni. Una via di gaurigione

Feedback e condivisione. Una rivoluzione da portare a casa.

I suoni ancestrali stimoleranno, stuzzicheranno e coccoleranno lo svolgimento dell’intero seminario.


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ROMA, 27 Gennaio 2018 – Corso Imparare A Suonare Le Campane Tibetane

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Le campane tibetane sono un mezzo concreto, per cambiare la “frequenza” della nostra vita, dalla tensione quotidiana a uno stadio di pace e centratura. Il suono delle campane tibetane ci riporta alla condizione originaria dell’essere

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POTRAI SCOPRIRE CON QUESTO CORSO IL FANTASTICO MONDO DELL’ARMONIA

Il suono delle campane tibetane viene utilizzato come strumento per la meditazione, per liberare la mente, per il rilassamento fisico, per sciogliere i blocchi psico-fisici, equilibrare i centri vitali e aumentare l’energia, ci aiuta a connetterci con il nostro Se’ profondo.

Il corso è aperto a chiunque  desideri imparare a suonare le campane tibetane e conoscere le potenzialità del Suono Armonico per inserirlo in una pratica personale di armonizzazione, meditazione.  


La partecipazione al corso e la seguente pratica personale consentono di accedere, a chi lo desidera, alla formazione di massaggio sonoro armonico con ALBERT RABENSTEIN

 

Durante il corso:

– Conosceremo i suoni della nostra campana.

– Impareremo diversi modi di suonarla e di risuonare con essa.

– Saremo iniziati alla pratica della meditazione con il suono, passando attraverso l’esperienza personale che produce in ognuno di noi.

– Vedremo il fondamento teorico del suo utilizzo, osservando in maniera semplice le leggi che reggono la fisica del suono.

– Utilizzeremo tecniche che riequilibrano e aumentano la nostra energia fisica, dirigendo il suono a diversi punti del corpo.

Ogni partecipante può portare la propria campana tibetana e per chi non l’avesse ce ne saranno a disposizione da provare.

Si consiglia abbigliamento comodo, coperta e un cuscino.

Il corso consente di accedere alla formazione di massaggio sonoro con Albert Rabenstein

 

DATA: Sabato 27  Gennaio 2018

ORARIO: 09,30 – 17,30

SEDE DEL CORSO: Via Filippo Corridoni, 4 (Prati) – 00195 Roma

Per INFO contattare Monica Felici (fisioterapista) al 347 3624660

PRENOTAZIONE necessaria in quanto l’aula e’ a numero chiuso di partecipanti (minimo 10 massimo 15 persone)

Iscriviti o contattami per le INFO

 


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TIVOLI(RM), 28 Gennaio 2018 IL CORPO, VOCE E SUONO

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TIVOLI(RM), 28 Gennaio 2018 IL CORPO, VOCE E SUONO

IL CORPO, VOCE E SUONO

 Campane di cristallo, Monocorda™ 528 Hz,
Voce e altri strumenti

Tutto ciò che esiste, il nostro corpo compreso, si trova in uno stato di vibrazione, ogni corpo “vibra” ed emette una sua frequenza e questa si misura in Hertz.
La Terra stessa emette una frequenza sonora.
Il cervello emette diverse frequenze a seconda del tipo di processo in atto,
Ogni organo del nostro corpo emette una sua frequenza caratteristica, e quando un organo è malato, questa frequenza si discosta dalla norma. L’uso delle frequenze sonore diviene utile se si tiene conto di un meccanismo fisico chiamato risonanza: se si mettono fianco a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendono a sincronizzarsi (C.Huygens, 1665). Anche il nostro organismo obbedisce a questa legge, per cui un organo malato può essere “aiutato” con un suono, per esempio, a ri-sintonizzarsi sulla frequenza giusta.
Il nostro corpo è squisitamente sensibile al suono, il senso dell’udito si sviluppa già nell’embrione, anche la pelle e le ossa “sentono” il suono. Per questo l’uomo ha usato per millenni la propria voce per produrre toni e canti in maniera consapevole. La frequenza di 528 hz è di interesse speciale per la scienza medica, visto che ha dimostrato la capacità di riparare il DNA ed è l’esatta frequenza usata dai ricercatori di genetica e di biochimica per rigenerare il DNA frammentato. Viene chiamata la nota “miracolo“, il famoso ricercatore medico Dr. L.G. Horowitz la descrive cosí “528 cicli al secondo è letteralmente la frequenza creativa di base della natura. È amore”

INFO:

Presso AGRITURISMO VALLE DEGLI ARCI
Strada Provinciale Empolitana km. 3, 33/a, 00024 Castel Madama  (RM)
MONICA 347 36 24 660

DATE
Domenica, 28 Gennaio 2018 ore 15.30 – 17.30

EVENTO SU PRENOTAZIONE

 PRENOTAZIONE e  INFO 

MONICA 347 36 24 660


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La musica cura per davvero, ora lo dicono anche i medici

La musica cura per davvero, ora lo dicono anche i medici
Ascoltata, suonata, improvvisata e ballata è utile nella cura di numerose patologie, dalla neurologia all’oncologia. Se ne parla al congresso sulla riabilitazione alla Maugeri di Pavia

Pubblicato il 12/06/2017
NICLA PANCIERA
MILANO
La musica può curare, ma resta ancora da chiarire in che modo ciò avviene. È infatti un’attività complessa, particolarmente rappresentativa delle funzioni cognitive superiori dell’uomo e potrebbe essere all’origine dello sviluppo del linguaggio verbale, altra prerogativa umana. Oltre all’indiscussa efficacia ricreativa, di cui godiamo da circa 60mila anni, la musica possiede delle potenzialità terapeutiche di cui parlavano già Platone e Aristotele. Nell’antica Grecia, infatti, il Dio Apollo era la divinità della musica e della medicina. Ma solo di recente l’esigenza di individuare approcci anche non sanitari e farmacologici alle malattie, soprattutto quelle neurologiche e psichiatriche, ha portato ad un crescente interesse della medicina ufficiale nei confronti della musica ascoltata, ballata, suonata e improvvisata.

MUSIC MEDICINE E MUSIC THERAPY
Non è questa una differenza marginale. Infatti, per quanto anche il semplice ascolto della musica possa essere usato per scopi medici (“music medicine”), esso non va confuso con la musicoterapia. Nel primo caso, si tratta prevalentemente di “ascolto guidato” di alcuni brani musicali, che può anche essere eseguito a domicilio, prescinde dalla presenza del terapeuta ed è molto influenzato da aspetti culturali e dalla piacevolezza della musica. La musicoterapia vera e propria (“music therapy”) si basa sul rapporto tra musicoterapeuta e paziente e sull’intervento attivo di entrambi, anche attraverso l’uso di semplici strumenti musicali (in genere, percussioni).

LA MUSICA NELLA RIABILITAZIONE
Di musica in ambito riabilitativo si è discusso alla Fondazione Maugeri di Pavia, dove si è svolto il X congresso della Società Italiana di Riabilitazione in Alta specializzazione SIRAS. «Sono numerose le patologie che traggono un beneficio dalla musicoterapia» spiega Alfredo Raglio, musicoterapeuta e ricercatore della Maugeri e coordinatore scientifico del Master di I livello in musicoterapia dell’università di Pavia. «Si agisce, di volta in volta, laddove lo richiede la patologia: concentrandosi sugli aspetti relazionali, sulle funzioni esecutive, sulla memoria e l’attenzione, sul coordinamento motorio, sullo stress, sulla capacità di prevedere e anticipare le azioni degli altri o sulla capacità di usare gli strumenti, sulla connettività tra aree lesionate». Gli effetti dell’intervento musicale si valutano attraverso studi clinici, di neuroimaging e di neurofeedback o, nel caso dello stress e dell’ansia, con biomarcatori.
Un contesto di ricerca multidisciplinare, che vede ricercatori e clinici collaborare per rendere scientifico un intervento che sappiamo funzionare ma di cui non conosciamo ancora tutti i meccanismi.

“LINGUAGGIO” UNIVERSALE? LE NEUROSCIENZE INDAGANO
La galassia “musicoterapia” si è talmente espansa da essersi trasformata radicalmente negli ultimi vent’anni, complice anche lo sviluppo delle neuroscienze. Perché la musica ha così tanti effetti sul cervello e sull’intero organismo? L’obiettivo principale è di trovare le basi neuroscientifiche del suo funzionamento, ricorrendo anche a metodiche di neuroimaging, che possono poi anche aiutare a misurare gli effetti degli interventi nella pratica clinica. E così, ad esempio, per risolvere il problema della difficoltà di studiare con la risonanza magnetica gli effetti della musicoterapia per via del setting delle sedute, alcuni scienziati della Maugeri hanno provato a fare ascoltare frammenti registrati relativi a sedute di musicoterapia attiva a dei soggetti neurologicamente intatti. I primi risultati mostrano che i soggetti riescono in parte ad interpretare questo “linguaggio” comunicativo che si instaura tra il musicoterapeuta e il paziente.

METODOLOGIA RIGOROSA E EVIDENCE-BASED
Intanto, studi randomizzati controllati hanno già indagato gli effetti dell’ascolto e della produzione della musica in varie patologie, dalle demenze alla SLA, dalla fibromialgia al Parkinson, dalla depressione all’autismo. Ma anche alterazione delle reazioni emotive, disturbi della coscienza, stroke e percezione del dolore in ambiente ospedaliero post chirurgico. In questo caso, una revisione apparsa su Lancet conferma l’efficacia della musica come nel ridurre l’ansia, nell’attenuare il dolore post-operatorio e nel migliorare il recupero generale.
Per quanto riguarda i pazienti con demenza, che quindi soffrono di disturbi cognitivi legati al linguaggio e alla memoria, e anche di disturbi di tipo relazionale, una recentissima revisione Cochrane conclude che un intervento terapeutico basato sulla musica può ridurre i sintomi depressivi e migliorare il comportamento, ma che servirebbero più studi.
Un’altra revisione, sempre della Cochrane Collaboration, aggiornata un anno fa, ha confermato che la musica migliora la qualità della vita nei pazienti oncologici: è efficace nel ridurre l’ansia, la fatigue e anche su alcuni sintomi fisici, riducendo il ricordo agli analgesici.
Infine, il gruppo della Cochrane si è occupato anche di autismo, come ha spiegato il professor Christian Gold, della Grieg Academy Music Therapy Research Centre dell’Università di Bergen in Norvegia, lo scorso novembre ad un congresso di musicoterapia organizzato da Alfredo Raglio alla Statale di Milano. Le conclusioni della revisione indicano che la musicoterapia ha effetti positivi sulle capacità emotive, sociali, interattive e comunicative non verbali, oltre a migliorare la qualità della relazione genitore-bambino.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COMPONE PER IL MALATO
Si chiama “melomics-health” ed è un sistema di intelligenza artificiale ideato all’Università di Malaga che scrive musica per la salute: compone, modula e ricompone melodie specifiche per specifiche condizioni cliniche. Basti pensare alle differenze tra una ninna nanna melodica per un neonato e un brano ritmato adatto ad un parkinsoniano. L’idea è quella di svincolarsi da ogni retaggio culturale e anche autobiografico: questi brani non sono riconducibili a nessuna melodia nota, non evocano nessun ricordo, non sono esteticamente belli. In altre parole, qui l’intento principale è capire meglio i possibili effetti dell’ascolto musicale eliminando componenti culturali e manipolando parametri musicali in modo controllato. «Quando si vuole finalizzare la musica per uno specifico obiettivo, bisogna semplificarla, ridurre i parametri musicali e individuare quelli adatti allo scopo» spiega Raglio. «Questo approccio scientifico alla musica (quello della melomics-health) potrebbe permettere di comprendere meglio come e perché un certo tipo di ascolto musicale produce specifici effetti. La speranza è che il ricorso a setting sperimentali scientificamente validati consenta di produrre stimolazioni musicali mirate per la modulazione di funzioni motorie, emotive e cognitive». Proprio alla Maugeri, è in corso la prima sperimentazione clinica con questi nuovi brani che coinvolge pazienti affetti da fibromialgia in cura presso l’Unità di medicina del dolore.

MUSICOTERAPEUTA: UNA FIGURA NON REGOLAMENTATA
Nel nostro paese, quella del musicoterapeuta è una professione «non regolamentata», disciplinata dalla legge 4/2013. Il percorso formativo prevede la frequenza di corsi privati, di alcuni conservatori che hanno introdotto la musicoterapia in percorsi sperimentali oppure del master di primo livello della facoltà di medicina dell’Università di Pavia, diretto dallo stesso Raglio, aperto ai diplomati al conservatorio e a chi ha lauree di I e II livello Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione, psicologia, scienze dell’educazione e della formazione, musicologia e beni culturali, DAMS. «All’estero esiste un riconoscimento accademico – spiega Raglio – che sarebbe auspicabile introdurre anche da noi per garantire il rispetto dei rigorosi criteri di scientificità degli interventi con la musica».
@nicla_panciera

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(15)60169-6/abstract
http://www.cochrane.org/CD006911/GYNAECA_can-music-interventions-benefit-cancer-patients
http://www.cochrane.org/CD006911/GYNAECA_can-music-interventions-benefit-cancer-patients
http://folk.uib.no/cgo022/
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD004381.pub3/abstract
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD004381.pub3/abstract
10K

175
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

 

Tratto da

http://www.lastampa.it/2017/06/12/edizioni/milano/la-musica-cura-per-davvero-ora-lo-dicono-anche-i-medici-yUCH20i1zJ0RWxirWuVe8I/pagina.html


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MONICA FELICI A RADIO KAOS ITALY

MONICA FELICI

17 NOVMEBRE 2017 Ore 13.00 -14-00

con Maurizio Guccini e Alessandra Paparelli

“Terapia Vibrezionale Voce Suoni Strumenti”


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CHIAVARI (GE), 25 NOVMEBRE 2017 PORTA LA TUA CAMPANA TIBETANA

PORTA LA TUA CAMPANA TIBETANA

PORTA LA TUA CAMPANA TIBETANA

Appuntamento speciale colleghiamoci alla rete mondiale  dei
suonatori armonici SIAMO UNO. Porta la tua ciotola, unisci la tua voce e la tua presenza al potere creatore del gruppo in azione.

Sabato 25 NOVMEBRE 2017 – Ore 16:00 – 17:30
 
PRESSO :

CENTRO MOVIMENTO E QUIETE

Corso Dante 32/1, 16043 – Chiavari (GE)
Info: Monica Felici 347.3624660

Necessaria la prenotazione.

 

 


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TIVOLI(RM), 19 Novembre 2017 IL SUONO E LA VOCE

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TIVOLI(RM), 19 Novembre 2017 IL SUONO E LA VOCE

IL SUONO E LA VOCE

 Campane di cristallo, Monocorda™ 528 Hz,
Voce e altri strumenti

Tutto ciò che esiste, il nostro corpo compreso, si trova in uno stato di vibrazione, ogni corpo “vibra” ed emette una sua frequenza e questa si misura in Hertz.
La Terra stessa emette una frequenza sonora.
Il cervello emette diverse frequenze a seconda del tipo di processo in atto,
Ogni organo del nostro corpo emette una sua frequenza caratteristica, e quando un organo è malato, questa frequenza si discosta dalla norma. L’uso delle frequenze sonore diviene utile se si tiene conto di un meccanismo fisico chiamato risonanza: se si mettono fianco a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendono a sincronizzarsi (C.Huygens, 1665). Anche il nostro organismo obbedisce a questa legge, per cui un organo malato può essere “aiutato” con un suono, per esempio, a ri-sintonizzarsi sulla frequenza giusta.
Il nostro corpo è squisitamente sensibile al suono, il senso dell’udito si sviluppa già nell’embrione, anche la pelle e le ossa “sentono” il suono. Per questo l’uomo ha usato per millenni la propria voce per produrre toni e canti in maniera consapevole. La frequenza di 528 hz è di interesse speciale per la scienza medica, visto che ha dimostrato la capacità di riparare il DNA ed è l’esatta frequenza usata dai ricercatori di genetica e di biochimica per rigenerare il DNA frammentato. Viene chiamata la nota “miracolo“, il famoso ricercatore medico Dr. L.G. Horowitz la descrive cosí “528 cicli al secondo è letteralmente la frequenza creativa di base della natura. È amore”

INFO:

Presso AGRITURISMO VALLE DEGLI ARCI
Strada Provinciale Empolitana km. 3, 33/a, 00024 Castel Madama  (RM)
MONICA 347 36 24 660

DATE
Venerdì, 19 Novembre 2017 ore 15.30 – 17.30

EVENTO SU PRENOTAZIONE

 PRENOTAZIONE e  INFO 

MONICA 347 36 24 660


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Novembre 2017 Roma e Chiavari – Corso Imparare A Suonare Le Campane Tibetane

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Novembre 2017 Roma e Chiavari – Corso Imparare A Suonare Le Campane Tibetane

Le campane tibetane sono un mezzo concreto, per cambiare la “frequenza” della nostra vita, dalla tensione quotidiana a uno stadio di pace e centratura. Il suono delle campane tibetane ci riporta alla condizione originaria dell’essere


POTRAI SCOPRIRE CON QUESTO CORSO IL FANTASTICO MONDO DELL’ARMONIA

Il suono delle campane tibetane viene utilizzato come strumento per la meditazione, per liberare la mente, per il rilassamento fisico, per sciogliere i blocchi psico-fisici, equilibrare i centri vitali e aumentare l’energia, ci aiuta a connetterci con il nostro Se’ profondo.

Il corso è aperto a chiunque  desideri imparare a suonare le campane tibetane e conoscere le potenzialità del Suono Armonico per inserirlo in una pratica personale di armonizzazione, meditazione.  


La partecipazione al corso e la seguente pratica personale consentono di accedere, a chi lo desidera, alla formazione di massaggio sonoro armonico con ALBERT RABENSTEIN

 

Durante il corso:

– Conosceremo i suoni della nostra campana.

– Impareremo diversi modi di suonarla e di risuonare con essa.

– Saremo iniziati alla pratica della meditazione con il suono, passando attraverso l’esperienza personale che produce in ognuno di noi.

– Vedremo il fondamento teorico del suo utilizzo, osservando in maniera semplice le leggi che reggono la fisica del suono.

– Utilizzeremo tecniche che riequilibrano e aumentano la nostra energia fisica, dirigendo il suono a diversi punti del corpo.

Ogni partecipante può portare la propria campana tibetana e per chi non l’avesse ce ne saranno a disposizione da provare.

Si consiglia abbigliamento comodo, coperta e un cuscino.

Il corso consente di accedere alla formazione di massaggio sonoro con Albert Rabenstein

ROMA

DATA: Sabato 18  Novembre 2017

ORARIO: 09,30 – 17,30

SEDE DEL CORSO: Via Filippo Corridoni, 4 (Prati) – 00195 Roma

CHIAVARI

DATA: Sabato 25  Novembre 2017

ORARIO: 09,30 – 17,30

SEDE DEL CORSO: Corso Dante, 32/1  – 16043 Chiavari (GE)

Per INFO contattare Monica Felici (fisioterapista) al 347 3624660

PRENOTAZIONE necessaria in quanto l’aula e’ a numero chiuso di partecipanti (minimo 10 massimo 15 persone)

Iscriviti o contattami per le INFO

 


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TIVOLI(RM), 20 Ottobre 2017 IL SUONO E LA VOCE

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TIVOLI(RM), 20 Ottobre 2017 IL SUONO E LA VOCE

IL SUONO E LA VOCE

 Campane di cristallo, Monocorda™ 528 Hz,
Voce e altri strumenti

Tutto ciò che esiste, il nostro corpo compreso, si trova in uno stato di vibrazione, ogni corpo “vibra” ed emette una sua frequenza e questa si misura in Hertz.
La Terra stessa emette una frequenza sonora.
Il cervello emette diverse frequenze a seconda del tipo di processo in atto,
Ogni organo del nostro corpo emette una sua frequenza caratteristica, e quando un organo è malato, questa frequenza si discosta dalla norma. L’uso delle frequenze sonore diviene utile se si tiene conto di un meccanismo fisico chiamato risonanza: se si mettono fianco a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendono a sincronizzarsi (C.Huygens, 1665). Anche il nostro organismo obbedisce a questa legge, per cui un organo malato può essere “aiutato” con un suono, per esempio, a ri-sintonizzarsi sulla frequenza giusta.
Il nostro corpo è squisitamente sensibile al suono, il senso dell’udito si sviluppa già nell’embrione, anche la pelle e le ossa “sentono” il suono. Per questo l’uomo ha usato per millenni la propria voce per produrre toni e canti in maniera consapevole. La frequenza di 528 hz è di interesse speciale per la scienza medica, visto che ha dimostrato la capacità di riparare il DNA ed è l’esatta frequenza usata dai ricercatori di genetica e di biochimica per rigenerare il DNA frammentato. Viene chiamata la nota “miracolo“, il famoso ricercatore medico Dr. L.G. Horowitz la descrive cosí “528 cicli al secondo è letteralmente la frequenza creativa di base della natura. È amore”

INFO:

Presso AGRITURISMO VALLE DEGLI ARCI
Strada Provinciale Empolitana km. 3, 33/a, 00024 Castel Madama  (RM)
MONICA 347 36 24 660

DATE
Venerdì, 20 Ottobre 2017 ore 19.30

EVENTO SU PRENOTAZIONE

 PRENOTAZIONE e  INFO 

MONICA 347 36 24 660


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