PARLA LA SCIENZA: PORTIAMO LA MUSICA NEGLI OSPEDALI PER I SUOI EFFETTI BENEFICI

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PARLA LA SCIENZA: PORTIAMO LA MUSICA NEGLI OSPEDALI PER I SUOI EFFETTI BENEFICI

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Gli scienziati affermano che la musica può aiutare in modo significativo il recupero dei pazienti dopo un intervento chirurgico.

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A dirlo sono i ricercatori della Brunel Universityche hanno esaminato oltre 7000 pazienti e hanno scoperto che l’ascolto di musica prima, durante e dopo l’intervento chirurgico può ridurre nel paziente il dolore, l’ansia e la necessità di antidolorifici.

In una dichiarazione la Dottoressa Catherine Meads ha dichiarato: “La musica è un provvedimento non invasivo, sicuro ed economico che dovrebbe essere a disposizione di tutti in fase di intervento chirurgico“, ha detto. Ha continuato a suggerire che i pazienti dovrebbero poter scegliere la propria musica affinché le ansie e il dolore siano messi in secondo piano nel cervello del paziente.

Naturalmente dovrebbe essere consentito ai pazienti di scegliere la musica che vorrebbero sentire per massimizzare il beneficio, ma hanno anche avvertito che essa non dovrebbe interferire con la comunicazione del team medico durante un’operazione.

Il team ha condotto una meta-analisi di tutti gli studi randomizzati pubblicati, osservando come la musica si confronta con la terapia standard di altri interventi non farmacologici.

Nei risultati, pubblicati sulla rivista The Lancet, i pazienti erano significativamente meno ansiosi dopo l’intervento chirurgico e segnalavano più soddisfazione dopo aver ascoltato musica.

Inoltre avevano bisogno anche di meno farmaci antidolorifici e avvertivano meno dolore rispetto ai soggetti operati in assenza di musica.

Il Dr. Martin Hirsch della Queen Mary University di Londra, co-autore dello studio, ha detto che è ben noto dai tempi di Florence Nightingale che l’ascolto di musica ha un impatto positivo sui pazienti “tuttavia si è voluto mettere insieme tutti i piccoli studi in una robusto meta-analisi per dimostrare realmente tale funzionamento“, ha detto.

Paul Glasziou della Bond University in Australia ha detto che i risultati hanno espresso un messaggio chiaro: “La musica è un farmaco semplice ed economico e non ne esistono di simili“, ha scritto su The Lancet.

Il team ha ora intenzione di procedere con un follow-up del progetto pilota che introduce la musica al Royal London Hospital per le donne che hanno parti cesarei e sono soggette a isteroscopia.

I pazienti potranno presentare la loro playlist sul proprio dispositivo scelto per essere collegato ad un cuscino con altoparlanti incorporati.

Dalla teoria alla pratica speriamo, ma in realtà lo sappiamo, che questo sistema porterà grandi benefici.

(Via Abc)

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